Ventilazione naturale: guida completa a raffrescamento passivo e salubrità (2026) Contenuti La ventilazione naturale consiste nel ricambio d’aria tra ambiente...
Spesso usato come sinonimo di architettura sostenibile, il bioclimatismo definisce una relazione intima tra progetto architettonico e condizioni climatiche del luogo, trovando la massima espressione nell’architettura vernacolare.
Possiamo definire un’architettura bioclimatica quando vi ritroviamo le seguenti caratteristiche:
In passato il bioclimatismo nasceva dall’osservazione e dall’applicazione della logica e dalla razionalità nella progettazione, con l’obiettivo di una integrazione armoniosa con le specificità del luogo, tanto da un punto di vista ambientale come sociale ed economico.
L’avvento del cemento armato e la standardizzazione dei sistemi costruttivi hanno tuttavia comportato la scomparsa di una progettazione bioclimatica consapevole, con il risultato di un parco edificato attuale poco sostenibile.
In un contesto di cambio climatico e di transizione ecologica il bioclimatismo sta però tornando al centro del dibattito: l’efficienza energetica, l’uso di materiali di basso impatto, l’inclusione sociale e la circolarità economica sono ormai aspetti con i quali l’architetto contemporaneo deve confrontarsi.
Barnabas Calder
Anno: 2022
Attraverso questa storia dell'architettura Calder ci mostra come fin dall'antichità l'architettura sia dipesa dalla capacità delle società di produrre energia: dai ripari primordiali dei cacciatori-raccoglitori alle piramidi egizie, dai Greci e Persiani all'Impero Romano e alla dinastia Song, dalla rivoluzione industriale ottocentesca ai giorni nostri.
Il surplus crescente di cibo ha infatti permesso, storicamente, un'indipendenza e specializzazione crescenti della forza lavoro, con edifici monumentali eretti per celebrare e ostentare il potere e le capacità dei sovrani di quelle che inevitabilmente si convertirono in società fortemente gerarchizzate. Una storia dell'architettura inedita e interessante, che non ti lascerà indifferente!
I diversi scenari di cambio climatico elaborati dall IPCC contemplano una limitazione dei consumi e delle emissioni legate al settore edilizio, responsabile di circa il 40% dell’inquinamento atmosferico. L’innalzamento eccessivo della temperatura dell’aria, come noto, avrebbe effetti catastrofici sull’ecosistema terrestre, come l’innalzamento del livello del mare e la conseguente potenziale scomparsa di vere e proprie città. La progettazione architettonica dovrebbe quindi dare risposta alle necessità e alla situazione attuale attraverso:
In questo senso, è importante valutare l’impatto di una costruzione durante il suo intero ciclo di vita.
La vegetazione può svolgere molteplici ruoli in un edificio bioclimatico:
Oltre a questo, può contribuire al benessere in ambienti interni grazie alla connessione con l’esterno e la natura (biofilia). Va aggiunto che la presenza di vegetazione autoctona può essere utile a preservare l’ecosistema locale evitando fenomeni come alluvioni e inondazioni.
L’obiettivo primordiale dell’architettura bioclimatica era quello di garantire le condizioni di comfort in modo totalmente passivo, ovvero attraverso l’ausilio di mezzi naturali e fonti di energia rinnovabile come il sole o il vento. Mentre in passato questa era una necessità vista la mancanza di sistemi di climatizzazione, al giorno d’oggi possiamo riscontrare l’applicazione di strategie e dispositivi bioclimatici in una netta minoranza degli edifici. L’esperienza passata e i programmi di simulazione avanzata di cui disponiamo ci permettono tuttavia di progettare accuratamente le condizioni termiche interne, ottimizzando i parametri principali che incidono sul fabbisogno energetico con l’obiettivo di prescindere il più possibile da sistemi HVAC: risulta fondamentale in questo senso la volontà e l’ambizione tanto del promotore come del team di progettazione.
Possiamo dividere le architetture bioclimatiche in due grandi gruppi:
I primi si contraddistinguono per lo scarso o assente uso della tecnologia, ma una loro applicazione risulta spesso difficoltosa per i rigidi standard di comfort contemporanei. Sono inoltre generalmente molto più economici degli edifici high-tech, dove l’elevato livello di automazione e domotica richiede maggiori investimenti iniziali e di manutenzione.
La progettazione di sistemi di ventilazione naturale, ad esempio, specie in edifici non residenziali, può comportare l’immissione di polveri, polline e altri agenti contaminanti, per cui viene generalmente combinata a sistemi di controllo meccanici che garantiscono una corretta qualità dell’aria e del rumore.
In generale possiamo dire che negli edifici low-tech l’individuo ha un controllo attivo sul funzionamento energetico, mentre in quelli high-tech tale compito è relegato alla tecnologia.
L’utilizzo di materiali dal basso impatto ambientale, infine, come ad esempio la terra o la paglia, risulta spesso arduo vista l’attuale insufficienza di normative e certificazioni al rispetto.
A continuazione si elencano alcuni esempi di architettura bioclimatica del passato da cui possiamo tuttora apprendere molto e trarre ispirazione per progettare in modo sostenibile. Seguendo la classificazione di Strahler, sono stati raggruppati a seconda della latitudine.
Alle basse latitudini la radiazione solare incide in modo perpendicolare durante la maggior parte dell’anno, con temperature molto elevate. Dove il clima è tendenzialmente secco, la nitidezza dell’aria favorisce inoltre un’oscillazione termica forte tra giorno e notte per la forte re-irradiazione notturna. Esempi di architetture bioclimatiche in climi caldi e secchi sono:
Queste architetture sono caratterizzate dall’impiego di strategie bioclimatiche come:
Alle latitudini basse ma in climi umidi l’oscillazione termica tra giorno e notte è invece molto scarsa a causa della poca nitidezza dell’aria che impedisce la re-irradiazione notturna. Le strategie bioclimatiche sono quindi incentrate su:
Esempi in questo senso li troviamo nelle seguenti architetture:
Alle medie latitudini, tra i 20 e i 60º, l’altezza del sole è molto variabile durante l’anno, provocando una differenza importante di temperature tra inverno ed estate. Mentre le oscillazioni annuali sono alte, quelle giornaliere tra giorno e notte dipendono dalla maggiore o minore presenza di umidità della zona. Le strategie bioclimatiche principali in questi climi sono:
Esempi di architetture bioclimatiche a queste latitudini sono:
Alle alte latitudini il sole incide con un angolo solare molto basso, con temperature fredde anche durante l’estate. Le strategie principali sono dunque le seguenti:
Esempi in questo senso sono:
Ventilazione naturale: guida completa a raffrescamento passivo e salubrità (2026) Contenuti La ventilazione naturale consiste nel ricambio d’aria tra ambiente...
Involucro edilizio: guida tecnica su componenti, efficienza e innovazione bioclimatica Contenuti L'involucro edilizio è l'insieme dei componenti strutturali e architettonici...
Fattore solare G, perché è importante? Contenuti Spesso relegato in secondo piano rispetto alla trasmittanza termica, il fattore solare può...
Crediamo nella progettazione bioclimatica e nel potere delle energie rinnovabili per creare un futuro più sostenibile.
Copyright © 2025 Consulenze Archittetura Sostenibili