Comfort Termico: Cos'è e Come si Valuta Gli esseri umani realizzano quotidianamente le loro attività circondati da stimoli olfattivi, luminosi,...
L’architettura bioclimatica è un approccio progettuale che utilizza le caratteristiche ambientali del sito sole, vento, vegetazione, orientamento e morfologia del terreno, per migliorare il comfort interno e ridurre il fabbisogno energetico dell’edificio.
L’obiettivo è progettare edifici capaci di sfruttare strategie passive per limitare il ricorso a impianti di riscaldamento e raffrescamento, migliorando efficienza energetica e sostenibilità ambientale.
Un esempio storico particolarmente interessante è rappresentato dai Trulli di Alberobello, in cui ritroviamo principi che oggi cerchiamo di replicare nei moderni edifici NZEB.
La progettazione bioclimatica si basa su un insieme di strategie passive che permettono di controllare il microclima interno riducendo al minimo il fabbisogno energetico degli impianti.
Le principali strategie si possono riassumere nei seguenti punti:
L’applicazione dei principi bioclimatici rappresenta una strategia progettuale che incide contemporaneamente su prestazioni energetiche, comfort e sostenibilità dell’edificio.
I principali vantaggi si possono sintetizzare nei seguenti aspetti:
Per l’applicazione delle strategie bioclimatiche in nuovi progetti o interventi di riqualificazione energetica, è consigliata un’analisi termodinamica delle condizioni progettuali e una diagnosi energetica dettagliata. Questo consente di dimensionare correttamente le soluzioni passive e valutare l’efficacia in relazione al contesto specifico.
I trulli sono delle architetture tradizionali sviluppatesi in Puglia, principalmente nella zona dell’altopiano della Murgia, in una zona dal clima mediterraneo caratterizzato da grandi variazioni stagionali, con inverni piovosi ed estati secche. Si diffusero dove le caratteristiche geomorfologiche del terreno permettevano un approvvigionamento sufficiente di materia prima, ovvero pietra calcarea, per la loro costruzione. Il sistema costruttivo impiegato rispondeva alle proprietà fisiche e meccaniche del materiale utilizzato, ottimizandone l’uso e adattandosi allo stesso tempo alle condizioni climatiche del luogo. Possiamo considerare i trulli come una versione in pietra delle primitive capanne di paglia dei pastori nomadi, dalla pianta circolare e con elementi costruttivi ben identificabili: un muro, un arco trilitico d’accesso, una cupola e un tetto. Gli spazi generati venivano spesso raggruppati dando origine a un ampio spazio centrale e diversi locali annessi.
I trulli presentano la peculiare caratteristica di essere freschi d’estate e caldi d’inverno. Ciò è ottenuto grazie ad una progettazione bioclimatica spontanea che verte su delle strategie di sostenibilità ben precise, riassunte a continuazione.
Le murature in pietra a secco dei trulli, caratterizzate da spessori elevati e da una massa superficiale significativa, rappresentano un tipico esempio di involucro ad alta inerzia termica.
La pietra calcarea, grazie alla sua densità e capacità termica, consente di immagazzinare parte del flusso di calore durante le ore di irraggiamento, determinando uno sfasamento dell’onda termica, ovvero un ritardo tra il picco di temperatura esterna e la sua trasmissione all’interno dell’ambiente. In condizioni climatiche favorevoli, il calore accumulato viene rilasciato nelle ore serali o notturne, quando la temperatura esterna è più bassa, contribuendo alla stabilizzazione del microclima interno.
Il comportamento termico non dipende solo dalla massa del materiale, ma anche dalla sua struttura discontinua: le intercapedini tra gli elementi lapidei introducono una resistenza aggiuntiva alla conduzione del calore e favoriscono una riduzione della velocità di propagazione del flusso termico, migliorando la trasmittanza termica.
Nel complesso, il sistema murario agisce quindi come un regolatore dinamico del flusso termico, la cui efficacia è strettamente legata alle condizioni climatiche esterne e alla capacità dell’edificio di dissipare il calore accumulato.
Barnabas Calder
Anno: 2022
Attraverso questa storia dell'architettura Calder ci mostra come fin dall'antichità l'architettura sia dipesa dalla capacità delle società di produrre energia: dai ripari primordiali dei cacciatori-raccoglitori alle piramidi egizie, dai Greci e Persiani all'Impero Romano e alla dinastia Song, dalla rivoluzione industriale ottocentesca ai giorni nostri.
Il surplus crescente di cibo ha infatti permesso, storicamente, un'indipendenza e specializzazione crescenti della forza lavoro, con edifici monumentali eretti per celebrare e ostentare il potere e le capacità dei sovrani di quelle che inevitabilmente si convertirono in società fortemente gerarchizzate. Una storia dell'architettura inedita e interessante, che non ti lascerà indifferente!
Nei trulli la ventilazione naturale è guidata soprattutto dalla geometria dell’involucro e dallo sviluppo verticale degli ambienti, che favoriscono movimenti d’aria per differenza di densità.
Quando l’aria interna si riscalda, diventa meno densa e tende a salire verso la copertura conica, dove viene espulsa attraverso aperture o discontinuità dell’involucro. Questo movimento genera una depressione che richiama aria più fresca dalle parti inferiori, attivando una circolazione naturale continua. Il risultato è un meccanismo assimilabile all’effetto camino, che contribuisce al raffrescamento passivo e al ricambio d’aria in assenza di impianti meccanici.
Il comportamento del sistema può essere oggi analizzato in modo dettagliato tramite simulazioni CFD (Computational Fluid Dynamics), che permettono di studiare la distribuzione dei flussi e temperature all’interno degli ambienti.
Nei trulli era spesso presente una cisterna ipogea per la raccolta dell’acqua piovana, integrata nel sistema costruttivo e collegata alla gestione delle risorse idriche dell’edificio.
Oltre alla funzione di accumulo, la cisterna contribuiva indirettamente al comportamento microclimatico interno. La presenza di acqua in ambiente sotterraneo favorisce infatti processi di raffrescamento evaporativo, in cui l’evaporazione assorbe calore dall’ambiente circostante, determinando una riduzione della temperatura dell’aria e delle superfici interne.
Questo effetto risulta più efficace nelle ore notturne, quando l’aumento del salto termico tra interno ed esterno e il raffrescamento dell’aria esterna facilitano la dissipazione del calore accumulato durante il giorno, contribuendo alla stabilizzazione del microclima estivo.
Nei trulli, l’impiego della calce come materiale di finitura interna ed esterna rispondeva non solo a esigenze costruttive tradizionali, ma contribuiva attivamente alla regolazione del microclima dell’edificio.
La calce utilizzata sulle superfici interne, grazie alle sue proprietà igroscopiche, è in grado di assorbire il vapore acqueo in eccesso e rilasciarlo quando l’aria diventa più secca, contribuendo alla stabilizzazione delle condizioni ambientali interne e al miglioramento del comfort abitativo.
Sulle superfici esterne, la finitura bianca a base di calce svolge inoltre un ruolo nel controllo del comportamento termico dell’involucro. L’elevata capacità riflettente della superficie riduce l’assorbimento della radiazione solare incidente, limitando il surriscaldamento durante i mesi estivi.
Nel complesso, l’utilizzo combinato di materiali naturali, elevata inerzia termica e strategie passive permette ai trulli di mantenere condizioni interne più stabili senza il ricorso a sistemi impiantistici.
I principi presenti nell’architettura tradizionale dei Trulli vengono oggi reinterpretati attraverso tecnologie, materiali e strumenti di simulazione più avanzati. L’obiettivo rimane invariato: utilizzare strategie passive per ridurre il fabbisogno energetico e migliorare il comfort interno.
Alcuni esempi significativi sono:
I. Ruby, A. Ruby, Anne Lacaton, Philippe Vassal
Anno: 2024
Il libro esplora la filosofia progettuale dello studio di architettura Lacaton & Vassal, mettendo al centro il rapporto tra clima, comfort e qualità della vita. Attraverso progetti, riflessioni e approfondimenti, il libro mostra come l'architettura possa creare spazi generosi, luminosi e piacevoli, valorizzando la ventilazione naturale, la luce del giorno e il benessere delle persone senza ricorrere a soluzioni tecnologiche complesse.
Non esiste una strategia universalmente migliore, poiché l’efficacia dipende dal clima, dall’orientamento e dalle caratteristiche dell’edificio. Tra le principali strategie passive rientrano l’orientamento rispetto al sole, il controllo della superficie finestrata, l’inerzia termica dell’involucro, i sistemi di captazione solare e le tecniche di ventilazione e raffrescamento naturale.
Sì, ma il livello di comfort dipende anche dalle abitudini degli occupanti, dalla gestione dei ricambi d’aria e dall’eventuale integrazione di sistemi impiantistici. L’elevata inerzia termica dei Trulli contribuisce a stabilizzare le temperature interne, ma mantenere standard di comfort costanti durante tutto l’anno può risultare complesso, soprattutto in presenza di condizioni climatiche particolarmente calde o fredde.
Sì, attraverso interventi mirati di riqualificazione energetica che integrano principi bioclimatici compatibili con l’edificio esistente. Tra le soluzioni più comuni rientrano sistemi di schermatura solare, miglioramento dell’involucro, serre solari, ventilazione naturale e utilizzo di materiali ad alta massa e igroscopici.
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