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La tenuta all’aria è spesso uno dei fattori di maggior rilevanza quando parliamo di riduzione dei fabbisogni energetici. Per questo motivo, in alcuni casi, si testa la tenuta dell’edificio attraverso un Blower door test. Vediamo di che si tratta.
Il Blower Door Test è un metodo diagnostico utilizzato per misurare l’ermeticità di un edificio. Consiste nell’installare un ventilatore in una porta esterna dell’edificio per creare una differenza di pressione, generalmente di 50 Pa, tra l’interno e l’esterno, permettendo così di quantificare le infiltrazioni d’aria attraverso l’involucro edilizio.
Esistono tre livelli o metodi di esecuzione del test, definiti dalla norma UNI-EN ISO 9972:2015.
Il test è usato per verificare la tenuta all’aria in condizioni d’uso reali, si esegue a fine lavori e prevede:
Il test valuta la tenuta all’aria dell’involucro edilizio e l’efficacia delle tecniche costruttive impiegate. Si richiede pertanto la sigillatura di tutte le aperture intenzionali verso l’esterno, compresi camini.
Il metodo 3 segue infine dei protocolli dettagliati per verificare la conformità a specifici standard energetici.
Eseguire un Blower door test, al di là di identificare perdite d’aria e infiltrazioni, può risultare molto utile per:
A secondo del metodo, la normativa specifica dei protocolli precisi. Il test si articola principalmente in 4 fasi:
L’edificio viene preparato in funzione degli obiettivi, con un controllo e ispezione delle sigillature.
Una volta pronto l’edificio, si procede all’installazione, in corrispondenza generalmente della porta d’ingresso, dI:
Dopo aver svolto una prova a ventilatore spento per stabilire la differenza di pressione in condizioni normali, si attiva il ventilatore creando una depressione o sovrapressione nell’edificio, ripetendo il test a diversi intervalli fino a raggiungere 50-60 Pa. Viene quindi misurato il flusso d’aria e si determina il valore di ricambio d’aria n50. Eventuali punti di fuga possono essere trovati attraverso l’uso di anemometri o termocamere.
Una volta finito il test, si procede alla rimozione dell’attrezzatura e al ripristino delle condizioni iniziali dell’edificio.
Il Blower door test viene generalmente realizzato per edifici di nuova costruzione (nZEB), e può essere particolarmente utile in edifici isolati con un rapporto elevato tra superficie dell’involucro esposta verso l’esterno e volume climatizzato. Va ricordato inoltre che la tenuta all’aria dipende in buona parte dalla corretta esecuzione e posa in opera, per cui, a seconda della complessità del progetto, potrebbe risultare più o meno utile.
Detto questo, il test può essere eseguito:
Barnabas Calder
Anno: 2022
Attraverso questa storia dell'architettura Calder ci mostra come fin dall'antichità l'architettura sia dipesa dalla capacità delle società di produrre energia: dai ripari primordiali dei cacciatori-raccoglitori alle piramidi egizie, dai Greci e Persiani all'Impero Romano e alla dinastia Song, dalla rivoluzione industriale ottocentesca ai giorni nostri.
Il surplus crescente di cibo ha infatti permesso, storicamente, un'indipendenza e specializzazione crescenti della forza lavoro, con edifici monumentali eretti per celebrare e ostentare il potere e le capacità dei sovrani di quelle che inevitabilmente si convertirono in società fortemente gerarchizzate. Una storia dell'architettura inedita e interessante, che non ti lascerà indifferente!
Una delle principali applicazioni del Blower door test è nelle certificazioni energetiche volontarie come lo standard Passivhaus, per il quale si esige una tenuta all’aria inferiore a 0,6 ricambi d’aria a una differenza di pressione di 50 Pa (n50), equivalente ad avere un foro delle dimensioni di una moneta da 5 pence per ogni 5 m² di involucro edilizio. In edifici residenziali unifamiliari, l’apertura equivalente si può stimare applicando la seguente formula:
La tenuta all’aria di un edificio si ottiene creando una barriera al passaggio dell’aria sul lato interno e caldo dell’involucro, senza soluzione di continuità secondo il metodo della “matita rossa”. I materiali più utilizzati in questo senso sono:
La norma UNE-EN-12114:2000 definisce la metodologia per il calcolo della permeabilità all’aria dei materiali da costruzione. Possiamo vedere a continuazione alcuni valori di riferimento.
È importante infine sottolineare come la tenuta all’aria non vada confusa con:
La tenuta all’aria di un edificio è fondamentale per un corretto funzionamento energetico, specialmente in edifici di nuova costruzione e in climi rigidi. Le perdite o i guadagni di calore per gli spifferi possono incidere negativamente su:
Un eccesso di tenuta all’aria in assenza di un sistema meccanico di ventilazione può tuttavia arrivare ad essere controproducente, in quanto la qualità dell’aria viene spesso garantita, nel caso di edifici esistenti, proprio grazie alle infiltrazioni indesiderate d’aria attraverso l’involucro. In interventi di riqualificazione energetica, infatti, si migliorano generalmente le prestazioni di infissi e involucro, riducendone così la permeabilità all’aria. Se l’ambiente non viene però ventilato correttamente, una concentrazione eccessiva di contaminanti e umidità può comportare:
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