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Secondo la norma UNE-EN ISO 10211, i ponti termici sono originati da:
I parametri principali che occorre valutare quando si analizza un ponte termico sono:
I ponti termici possono essere la causa di ingenti perdite attraverso l’involucro, arrivando a incidere sul fabbisogno energetico fino a un 20 o 25%. Inoltre, sono anche i maggiori responsabili della formazione di condensazioni e muffe, rappresentando perciò un rischio indiretto per la salute.
La formazione di muffa e condensazioni dipende inevitabilmente non solo dal ponte termico, ma anche dalla corretta ventilazione dell’ambiente. Se infatti, come spesso succede in edifici esistenti, la ventilazione è scarsa o nulla (specie dopo aver sostituito i serramenti e migliorato la permeabilità all’aria), la concentrazione di umidità nell’aria aumenta. Se la temperatura superficiale in corrispondenza del ponte termico è sufficientemente bassa, si raggiunge la temperatura di saturazione provocando così la condensazione dell’umidità presente nell’aria.
Per eliminare i ponti termici occorre dunque:
I ponti termici, come detto, sono presenti in ogni punto in cui vi è una variazione geometrica o di proprietà dei materiali. Partendo dunque dalla premessa che sono inevitabili, è necessario individuare quali potrebbero essere critici a livello energetico e per la formazione di muffe. In fase di progetto, questa valutazione viene effettuata attraverso software specifici di calcolo. In edifici esistenti, si può ricorrere all’uso di camere termografiche o alla semplice osservazione dei punti in cui si è già formata muffa.
Nelle riabilitazioni energetiche di edifici esistenti accadono spesso due cose:
Mentre la prima condizione viene tenuta in conto nei calcoli secondo normativa, la seconda non viene considerata, in quanto l’umidità relativa rimane la medesima. Sebbene è certo che la ventilazione realizzata naturalmente dipende dagli inquilini, è indubbiamente un aspetto da tenere in considerazione.. Se infatti la ventilazione naturale non è eseguita correttamente, l’umidità relativa interna è maggiore, aumentando così la temperatura di saturazione e il rischio di condensazioni superficiali.
Una possibile soluzione alternativa all’aprire manualmente le finestre (ricordiamo che la ventilazione deve essere eseguita in relazione alla produzione di agenti contaminanti, quindi, nel caso di abitazioni civili, durante la notte principalmente) sarebbe l’integrazione nei nuovi serramenti o nel muro di bocchette di ventilazione apposite.
Secondo la norma UNE-EN ISO 10211, il contributo dei ponti termici nelle dispersioni termiche per conduzione può essere tenuto in considerazione mediante la seguente formula:
In questo modo, si assimila il comportamento bidirezionale dovuto alla presenza del ponte a un flusso di calore unidirezionale omogeneo. La trasmittanza lineica si calcola sottraendo al flusso di calore bidirezionale (Φ2D) quello unidirezionale proprio dell’elemento costruttivo (A*U):
Il calcolo può essere eseguito con sistema dimensionale esterno o interno, coerentemente con i calcoli termici effettuati. Il flusso di calore complessivo sarà identico, come possiamo vedere graficamente nell’immagine a continuazione.
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