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La fluidodinamica computazionale è una branca della meccanica dei fluidi che simula e predice il movimento di sostanze liquide (o gas) in un determinato spazio (detto dominio) attraverso la soluzione di complesse equazioni e algoritmi matematici.
Quando parliamo di fluidodinamica computazionale probabilmente la prima cosa che ci viene in mente sono i test aerodinamici eseguiti sui veicoli da competizione, come quelli della Formula 1, in cui il movimento dell’aria e l’attrito che esso genera all’aumentare della velocità sono fondamentali per una migliore prestazione e un miglior posizionamento in gara. Tuttavia, le analisi CFD vengono utilizzate anche in altri campi, come nel settore aerospaziale, medico o meccanico, e tra questi anche in architettura: vediamo a continuazione gli utilizzi principali.
In ambito architettonico, si può ricorrere all’uso di analisi CFD per i seguenti scopi:
Una cosa fondamentale da comprendere è che questo tipo di analisi si basa su un calcolo di tipo stazionario e su delle condizioni di contorno o boundary conditions che devono essere determinate previamente.
Facciamo un esempio. Sappiamo che la ventilazione naturale per effetto Stack si basa sulla differenza di temperatura tra il punto di immissione e il punto di estrazione, e idealmente possiamo immaginarci un edificio di 2 piani con una finestra al piano terra orientata a nord e un camino solare orientato a sud disposto sul tetto. Il camino solare, riscaldandosi, genererà un moto convettivo e il movimento dell’aria desiderato. L’analisi CFD ci permetterà in questo caso di vedere il movimento e la velocità dell’aria in un determinato momento, ma non il suo comportamento durante tutto l’anno. Dovremmo quindi analizzare prima le temperature, superficiali e dell’aria, per il momento specifico che vogliamo analizzare: in questo senso si ricorre generalmente alla simulazione termodinamica, che ci permette di ottenere dati consistenti e di considerare gli scenari statisticamente più probabili.
Le analisi CFD si basano sull’interazione di un modello fisico, variabile a seconda dell’analisi, e di un modello numerico, basato sulle equazioni differenziali di Navier-Stokes e sui principi di conservazione del moto, della massa e dell’energia..
Tra gli innumerevoli modelli fisici possiamo ricordare quello relativo alla trasmissione di calore (conduzione, convezione e irraggiamento), o quello del regime del fluido (laminare o turbolento).
Esistono al giorno d’oggi vari software commerciali che risolvono tali equazioni, tra questi possiamo ricordare Ansys Fluent, Kiva, Solidworks o OpenFoam.
La fluidodinamica computazionale ci permette di risolvere complessi problemi matematici ottimizzando le scelte e le strategie progettuali. Può essere utile tanto in una fase preliminare o in fasi più avanzate di progetto, a seconda del tipo di analisi da eseguire. Rappresenta tuttavia uno studio costoso e la cui utilità deve essere valutata attentamente in funzione degli obiettivi prefissati.
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